La simulazione per migliorare la sicurezza del paziente cronico

In breve

Intervista a Pier Luigi Ingrassia, Direttore Scientifico del Master in Management dei Centri di Simulazione Medica e del Centro di Simulazione (CeSi) del CPS-MT di Lugano.

Intervista a Pier Luigi Ingrassia | SAFE-T 2026 – Saving Lives Together
17 settembre 2026 | Palazzo Rospigliosi, Roma

In occasione di SAFE-T 2026 | Saving Lives Together, l’evento promosso da Accurate nella Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, abbiamo intervistato Pier Luigi Ingrassia, Direttore Scientifico del Master in Management dei Centri di Simulazione Medica e del Centro di Simulazione (CeSi) del CPS-MT di Lugano.


In occasione di SAFE-T 2026 | Saving Lives Together, l’evento promosso da Accurate nella Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente indetta dall’OMS, approfondiamo il ruolo cruciale della simulazione clinica avanzata nella gestione delle patologie croniche attraverso il contributo di Ingrassia, figura di riferimento scientifico nell’ambito della simulazione medica, dell’educational care e dell’innovazione pedagogica applicata alla sanità.

Il tema globale OMS 2026 (Safe care for noncommunicable diseases — Safe care for life!) accende i riflettori sulla necessità di garantire cure sicure, integrate e continue lungo l’intero percorso assistenziale delle malattie croniche. In un contesto in cui il progressivo invecchiamento della popolazione e la complessità terapeutica impongono una profonda revisione dei modelli tradizionali, la frammentazione dei percorsi di cura e il disallineamento della formazione medica rappresentano i fattori di rischio più critici.

L’analisi proposta da Ingrassia offre una prospettiva scientifica e metodologica di straordinario valore, dimostrando come la simulazione immersiva e digitale possa colmare questi gap strutturali, trasformando la traiettoria longitudinale del paziente in un percorso visibile, misurabile e intrinsecamente sicuro.

La simulazione per migliorare la sicurezza dei paziente cronico 


La Giornata Mondiale per la Sicurezza del Paziente è un’iniziativa istituita dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel 2019, che si celebra ogni anno il 17 settembre. L’obiettivo principale è aumentare la consapevolezza pubblica e dei professionisti sanitari sull’importanza della sicurezza delle cure, mobilitare l’impegno politico e promuovere azioni concrete per ridurre gli eventi avversi evitabili in sanità. Ogni anno viene dedicata a un tema specifico, con l’obiettivo di orientare le campagne di sensibilizzazione a livello globale.


La campagna 2026 avrà come tema “Safe care for noncommunicable diseases”.
Le persone affette da patologie croniche richiedono cure continue attraverso molteplici setting assistenziali e su archi temporali prolungati, generando numerosi punti critici in cui possono emergere rischi per la sicurezza: dalla prevenzione e diagnosi fino al trattamento, alla gestione a lungo termine e all’autocura.


Il peso epidemiologico del paziente cronico


Le patologie croniche rappresentano oggi oltre il 75% di tutta l’attività di cura medica (CDC, 2009), configurandosi come il principale determinante del carico assistenziale nei sistemi sanitari contemporanei. A questa prevalenza si associa un profilo di rischio specifico: i pazienti cronici assumono oggi un numero di farmaci giornalieri significativamente superiore rispetto anche solo a un decennio fa, e l’elevata incidenza di eventi avversi da farmaci ricorrenti negli stessi individui indica che questa popolazione è esposta a un rischio di sicurezza strutturalmente più elevato rispetto ai pazienti acuti (Sarkar et al., 2009). In altre parole, il rischio si accumula nel tempo, proporzionalmente alla complessità terapeutica e alla durata del percorso di cura.


Errori ad alta occultazione nei percorsi di cronicità


L’evidenza disponibile indica, infatti, che gli eventi avversi più frequenti nella gestione delle patologie croniche non si verificano nelle fasi di acuzie, bensì nelle transizioni tra setting: il trasferimento dall’ospedale alle cure primarie, il passaggio tra specialisti, la rimodulazione terapeutica in seguito a variazioni cliniche. In questi momenti si concentrano gli errori di riconciliazione farmacologica, le discontinuità informative e la perdita di responsabilità clinica condivisa. Il rischio risiede proprio nella frammentazione strutturale del percorso di cura, che determina un abbassamento sistemico della resilienza del sistema.


Un parallelismo rilevante: la frammentazione della formazione


A questa frammentazione assistenziale ne corrisponde una speculare sul piano formativo. I curricula delle professioni sanitarie sono per lo più orientati alla gestione dell’acuzie, alle procedure tecniche e agli interventi episodici, rendendo più complessa la comprensione della traiettoria longitudinale del paziente cronico, con le sue progressive limitazioni funzionali, il carico cognitivo ed emotivo, e la complessità della gestione multiprofessionale. Ne consegue che i professionisti in formazione acquisiscono più facilmente competenze per singoli segmenti del percorso, ma sviluppano con più difficoltà una visione integrata della continuità di cura.


Educazione sanitaria e cronicità: l’evidenza scientifica


La letteratura sull’educazione sanitaria documenta da tempo un disallineamento strutturale tra i modelli formativi tradizionali e le competenze richieste dalla gestione delle patologie croniche. Una revisione sistematica pubblicata su Academic Medicine (Bogetz et al. 2015), sebbene qualche anno fa evidenzia come la maggior parte dei programmi di formazione dei professionisti sanitari non includa nei propri curricula modelli evidence-based per la gestione delle cronicità, né tali modelli siano stati sistematicamente valutati in relazione alla loro efficacia nel preparare la forza lavoro sanitaria. Ciò che emerge, inoltre, è che la simulazione orientata alla cronicità non è ancora entrata con sistematicità nei percorsi formativi, e quando presente, raramente supera il livello della conoscenza dichiarativa.


La simulazione immersiva come strumento di integrazione


In questo contesto, la simulazione sanitaria, in particolare quella digitale, si configura come un intervento formativo ad alto potenziale, non limitato alla gestione emergenziale. Uno studio pilota recentemente pubblicato su Clinics and Practice (Conte & Jerjes, 2025) riporta un modello innovativo che gli autori hanno chiamato “Time Capsule Medicine”: studenti di medicina hanno simulato la progressione di una patologia cronica su un arco di vent’anni, articolato in quattro fasi quinquennali, con vincoli fisici e cognitivi progressivi. I risultati mostrano miglioramenti statisticamente significativi nella fiducia clinica, nell’empatia e nella comprensione della continuità di cura. L’analisi qualitativa ha evidenziato una maggiore consapevolezza dei determinanti non clinici, come accessibilità ai trasporti, supporto al caregiver, gestione della polifarmacia, sistematicamente sottorappresentati nella formazione tradizionale.


La simulazione digitale consente ciò che nessuna rotazione clinica episodica può garantire: ossia rendere visibile l’intero percorso clinico. È lo strumento che può colmare, contemporaneamente, la frammentazione della formazione e, come conseguenza diretta, quella della cura.



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Direttore Scientifico Pier Luigi Ingrassia
Direttore Scientifico del Master in Management dei Centri di Simulazione Medica e del Centro di Simulazione (CeSi) del CPS-MT di Lugano.

Specialista in Anestesia e Rianimazione, Pier Luigi Ingrassia ha ampliato il proprio percorso professionale ricoprendo il ruolo di Technical Officer per i sistemi di emergenza medica presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Dopo l’esperienza all’Università del Piemonte Orientale, dove ha co-fondato il Research Centre in Emergency and Disaster Medicine e successivamente fondato e diretto come Direttore Scientifico il Centro di Simulazione in Scienze della Salute (SIMNOVA) fino al 2020, Pier Luigi dirige attualmente il Centro di Simulazione (CeSi) presso il Centro Professionale Sociosanitario Medico-Tecnico di Lugano, in Svizzera.

Relatore in numerosi congressi scientifici nazionali e internazionali, è autore di oltre 60 articoli di ricerca pubblicati su riviste peer-reviewed (vedi PubMed). È curatore del primo case book di simulazione in italiano (vedi qui) e autore di una monografia sul debriefing (vedi qui) e sul debriefing strategico (vedi qui).

Attualmente ricopre la carica di segretario della Society of Simulation in Europe (SESAM) e Presidente della Società Italiana di Simulazione in Medicina (SIMMED), Pier Luigi ha lanciato l’evento educativo e culturale di simulazione SIMCUP© ed è co-fondatore e Direttore Editoriale di SIMZINE©.

Forte di una vasta esperienza internazionale, Pier Luigi è un appassionato di simulazione che ama sviluppare nuovi progetti di formazione e ricerca volti a promuovere l’innovazione in sanità e ad accrescere la qualità delle cure e la sicurezza del paziente.



SAFE-T 2026 | Saving Lives Together
Formazione avanzata, simulazione e innovazione al servizio della sicurezza del paziente
17 settembre 2026 – Palazzo Rospigliosi, Roma
Registrati per partecipare: https://bit.ly/safet2026
Per informazioni: info@accuratesolutions.it

Fonti

1. World Health Organization. World Patient Safety Day, 17 September 2026: "Safe care for noncommunicable diseases". Geneva: WHO; 2026. Disponibile su: https://www.who.int/news-room/events/detail/2026/09/17/default-calendar/world-patient-safety-day--17-september-2026---noncommunicable-diseases

2. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Chronic disease prevention and health promotion. Atlanta: CDC; 2009. Disponibile su: http://www.cdc.gov/nccdphp/publications/AAG/chronic.htm

3. Sarkar U, Wachter RM, Schroeder SA, Schillinger D. Refocusing the lens: patient safety in ambulatory chronic disease care. Jt Comm J Qual Patient Saf. 2009;35(7):377–341. doi:10.1016/s1553-7250(09)35053-9

4. Bogetz JF, Rassbach CE, Bereknyei S, Mendoza FS, Sanders LM, Braddock CH III. Training health care professionals for 21st-century practice: a systematic review of educational interventions on chronic care. Acad Med. 2015;90(11):1561–1572. doi:10.1097/ACM.0000000000000773

5. Conte A, Jerjes W. Time Capsule Medicine: a mixed-methods pilot study on immersive simulation for chronic disease education in medical students. Clin Pract. 2025;15(4):78. doi:10.3390/clinpract15040078