Formazione in Medicina d Emergenza: il Modello Pavia fissa un nuovo standard. Simulazione integrata, progressiva e strutturata.

In un sistema sanitario sotto pressione e in una specialità — la Medicina d’Emergenza (EM) — sempre più complessa e cruciale, l’Università di Pavia ha messo a punto e validato un curriculum quinquennale strutturato interamente sulla simulazione clinica.
La crescente complessità della Medicina d’Emergenza (EM) — dovuta a sovraffollamento, lunghe degenze in Pronto Soccorso (boarding) e all’ampliamento del ruolo sociale dei Dipartimenti di Emergenza — richiede modelli formativi strutturati e standardizzati. La simulazione in medicina è essenziale per l’educazione, la formazione e il miglioramento della cura dei pazienti. I programmi di specializzazione italiani in EM devono affrontare ulteriori sfide, tra cui la qualità formativa variabile e un accesso limitato alla formazione basata sulla simulazione.

Per rispondere a questi problemi, l’Università di Pavia ha sviluppato un curriculum quinquennale basato sulla simulazione, integrato nel proprio programma di specializzazione in Medicina d’Emergenza. Questo studio presenta tale modello e ne valuta l’allineamento con gli standard nazionali ed europei. È stata condotta un’analisi comparativa descrittiva, allineando gli obiettivi di apprendimento e le attività simulate del curriculum con il Core Curriculum della European Society for Emergency Medicine (EUSEM) e con le linee guida stabilite dal Ministero Italiano dell’Istruzione (MIM), includendo il parere di associazioni nazionali. Ogni competenza è stata classificata indipendentemente come completamente coperta, parzialmente coperta o non coperta.

Il lavoro, pubblicato sulla rivista Emergency Care Journal (2025; 21:14010) dal titolo “Structured simulation-based education in emergency medicine residency programs: Pavia’s proposal for competence development and crisis management (Italy)” di
Bruno Barcella,¹,² Marco Bonzano,² Stefano Perlini,¹,² Francesco Salinaro,¹,² on behalf of the Pavia Emergency Medicine
Simulation Group*

La sfida: complessità e necessità di standardizzazione

Fenomeni come il sovraffollamento, il boarding prolungato e l’ampliamento del ruolo sociale dei Pronto Soccorso richiedono un cambio di paradigma formativo. La simulazione clinica non è più un’opzione, ma lo strumento più potente per:

  • Potenziare le competenze procedurali e cognitive.
  • Sviluppare le non-technical skills (leadership, comunicazione, CRM).
  • Allenare al decision-making in condizioni di crisi.

Un percorso progressivo verso l’eccellenza

Il curriculum pavese prevede oltre 25 sessioni annue di simulazione per specializzando, con una progressione graduale:

  • Anni 1-2: Focus sulle competenze di base (PoCUS, ECG, ACLS, suture) e simulazioni peer-to-peer. Elemento distintivo è la “Induction Week” iniziale per i nuovi iscritti.
  • Anni 3-4: Passaggio a scenari interdisciplinari complessi (trauma, pediatria, ostetricia, shock).
  • Anno 5: Culmine con simulazioni ad alta fedeltà su leadership, aspetti etico-legali, prevenzione del burnout e gestione delle maxi-emergenze.

Risultati e Standard: un benchmark per l’Italia

L’analisi comparativa presentata nello studio evidenzia risultati eccellenti in termini di aderenza agli standard formativi:

  • ✅ 100% di allineamento con gli standard italiani (definiti nel paper come “MIM-extended”).
  • ✅ 95% di allineamento con i requisiti europei del Core Curriculum EUSEM.

Il modello si distingue inoltre per l’innovazione tecnologica, grazie all’uso di skill trainers stampati in 3D (sviluppati internamente con Lab3D4Med) e per la qualità della docenza, con facilitatori certificati tramite programmi accreditati come SIMMED ed EEDUSIM.

La visione del Prof. Stefano Perlini

A margine della pubblicazione, il Prof. Stefano Perlini ha condiviso una riflessione che sintetizza lo spirito del progetto:

“Integrare la simulazione nel programma formativo di una Scuola di Specializzazione non è facile, ma è assolutamente affascinante. È fondamentale passare dal considerare la simulazione ‘un’aggiunta a lezioni e tirocini’ al renderla una parte del tutto integrante e pianificata nei diversi anni di corso.”

Il Professore lancia poi un invito aperto alle altre Scuole:

“Si tratta di una proposta alla quale speriamo altre Scuole vogliano aderire con un unico scopo: imparare al meglio mettendo in sicurezza il paziente ed il sistema. E anche (perché no?) divertendosi!”

Il “Modello Pavia” rappresenta una proposta matura, replicabile e scalabile.

Valorizzando la simulazione come asse pedagogico strutturato, questo modello ha il potenziale per standardizzare la formazione EM in Italia, rilanciare l’attrattività della specializzazione e rafforzare concretamente la sicurezza del sistema sanitario.


Riferimenti Bibliografici: Barcella B., Bonzano M., Perlini S., Salinaro F. et al., “Structured simulation-based education in emergency medicine residency programs: Pavia’s proposal for competence development and crisis management (Italy)”, Emergency Care Journal 2025; 21:14010. DOI: 10.4081/ecj.2025.14010

¹Experimental Medicine PhD Program, University of Pavia, Pavia; ²Emergency Department, IRCCS Policlinico San Matteo,
Department of Internal Medicine, University of Pavia, Pavia, Italy

*Pavia EM Simulation Group (Clinical Skills Lab dell’Università di Pavia): Valentina Angeli, Federico Bracchi, Marco Capelli, Leonardo D’Amico, Andrea Dedato, Veronica De Giuli,
Santi Di Pietro, Tommaso Frigerio, Elena Lago, Valeria Mauri, Barbara Melchioretto, Chiara Molinero, Giulia Mormando, Cristina Naturale, Sofia Pons, Flavia Resta, Azzurra Schicchi, Fabrice Tchoutio.