In breve
Safe T Expert Ú la rubrica dedicata alla ðð¶ðºðð¹ð®ðð¶ðŒð»ð² ð¿ð®ð°ð°ðŒð»ðð®ðð® ð±ð®ðŽð¹ð¶ ð²ððœð²ð¿ðð¶
âLa simulazione, una grande svolta nella formazione medicaâ
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âHo una passione da oltre venti anni per la didattica mediante simulazione, un metodo di apprendimento che ritengo sia una grande svolta nella formazione medicaâ. Non ha dubbi il prof. Stefano Perlini, Direttore della scuola di specializzazione in Medicina di Emergenza Urgenza, e Direttore UOC Pronto Soccorso del Policlinico San Matteo di Pavia, ospite della nostra rubrica mensile SAFE-T Expert.
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âLa formazione Ú fondamentale non soltanto dal punto di vista teorico: dobbiamo sapere cosa fare, ma dobbiamo anche sapere come farlo. à per questo motivo che lâapprendimento tramite simulazione rappresenta una svolta in medicina: offre la possibilità di mettere in pratica quanto si Ú appreso a livello teorico e di correggere gli eventuali errori, ancor prima di agire sul paziente. Pensiamo ad un medico, o ad un infermiere, che deve intervenire su una persona con un arresto cardiaco: aver già simulato prima i meccanismi che vanno attivati Ú strategico per essere non solo più rapidi, ma anche più efficaci quando poi si affronta lo stesso caso nella vita reale di reparto. La simulazione consente, infatti, di capire meglio i possibili eventi avversi nelle diverse situazioni cliniche, in modo da anticiparli. Un metodo efficace per ridurre il rischio clinico e aumentare la sicurezza delle cure. Un esempio forse inflazionato, ma che non guasta mai ripetere: nessuno di noi salirebbe su un aereo, se sapesse che il pilota non ha mai volato prima.â

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âLâambito dellâemergenza e del pronto soccorso rappresenta sicuramente lâarea medica in cui la simulazione ha un impatto molto alto. Il medico si trova di fronte a casi che richiedono decisioni rapide ma al tempo stesso ponderate, con la responsabilità di dover anticipare le possibili complicanze. Un altro settore ideale per la formazione simulata Ú quello dellâanestesia e rianimazione, dal controllo del dolore alla gestione della sedazione durante un intervento. Anche in chirurgia la simulazione sta trovando ampia applicazione, sia per le procedure tradizionali, sia per le metodiche meno invasive, come la laparoscopia per fare un esempio, che necessitano lâuso di strumenti ad alta precisione.
Ma ricordiamoci che la simulazione in medicina riguarda tutte le discipline ed unâampia casistica di situazioni.
Si possono simulare: interventi di elezione; modalità di visita del paziente; approcci al malato dal punto di vista sia medico che infermieristico e nei diversi ambienti operativi: in ospedale, in ambulatorio, a domicilio, sul territorio. La simulazione viene utilizzata oggi anche per sviluppare le tecniche di comunicazione nel rapporto medico-paziente.â
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âA Pavia lâabbiamo inaugurato di recente e sono molto orgoglioso del fatto che venga offerta questa possibilità allâinterno dellâOspedale e dellâUniversità , perché permette di integrare al meglio la formazione degli studenti e specializzandi di tutte le branche della medicina e dellâinfermieristica. à stata una novità accolta con grande entusiasmo dai discenti, perché possono mettere in pratica quello che hanno studiato dal punto di vista teorico. Tra i vantaggi della simulazione, câÚ anche la riduzione dellâansia: se uno specializzando ha la possibilità di testare lâauscultazione cardiaca su un paziente simulato, entra, poi, in reparto o in ambulatorio con più sicurezza.â
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âEsatto, sono tecnologie sofisticate dotate di intelligenza artificiale. Umanoidi che reagiscono ed interagiscono, vanno in arresto cardiaco, hanno organi ricostruiti in alta fedeltà . Lâingegneria biomedica oggi ha fatto dei passi da gigante, con un realismo che lascia increduli anche i medici più esperti.â
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âCi deve essere uno scambio totale, una simbiosi, tra i formatori ed i tecnici, che non sono solo le persone che conoscono il funzionamento delle varie tecnologie, ma sono anche coloro che sviluppano soluzioni sulla base delle esigenze cliniche. A volte, nuove linee di simulatori nascono proprio da questa stretta interazione tra medici ed ingegneri.
A Pavia, per fare un esempio, alcuni specializzandi dellâUniversità avevano deciso di andare in Ucraina a tenere un corso sulle ferite di guerra. Per cercare di rendere il più possibile efficace la loro formazione, gli ingegneri biomedici hanno ricostruito nel nostro ospedale, in un ambiente con stampa 3d, gli arti di un paziente simulando in modo estremamente realistico le ferite di guerra di diversa origine.â
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âUn centro di simulazione deve saper unire la tecnologia più avanzata, e aggiornata a livello internazionale, con lâesperienza ed il know how necessario per applicare la simulazione. Deve rappresentare uno stimolo continuo per i formatori a perfezionarsi e migliorarsi. Sarebbe importante creare una rete di centri di simulazione, per mettere a fattor comune le tecnologie e le esperienze sviluppate. Una rete che metta insieme anche il mondo delle università , i poli del sistema sanitario nazionale, le società scientifiche che, nei diversi settori, hanno necessità di aggiornare e formare i propri professionisti.â
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âLa cultura di integrare la simulazione nella formazione tradizionale sta crescendo, anche se non Ú ancora abbastanza radicata come sarebbe opportuno. à un metodo di apprendimento nuovo, evita che la pratica clinica si faccia direttamente e solo sul paziente, grazie a scenari simulati in ambiente protetto. Soprattutto, Ú una modalità aperta a tutti: studenti, specializzandi, specialisti, professionisti già formati e docentiâ.


