Dalla teoria alla pratica: come la simulazione medica sta trasformando il Clinical Risk Management

A cura di: Dott.ssa Raffaella Ferrara, ostetrica e istruttrice esperta, racconta come “Mai la prima volta sul paziente” sia diventata una cornice operativa concreta nella gestione quotidiana del rischio clinico.

“Mai la prima volta sul paziente” è il principio etico che guida l’attività di Accurate da oltre 15 anni. Ma cosa significa davvero tradurre questo principio in pratica quotidiana? Come si trasforma in una cornice operativa che cambia il modo di gestire il rischio clinico?

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Raffaella Ferrara, ostetrica e istruttrice esperta di simulazione medica, responsabile di percorsi di formazione basati sulla simulazione ad alta fedeltà con focus su clinical risk management in ambito ostetrico e professoressa a contratto all’Università degli Studi di Milano.

La sua testimonianza – raccolta nella rubrica INSIDE SIMULATION | SIMULATION INSIGHTS – ci offre uno sguardo concreto su come la simulazione stia ridefinendo non solo la formazione, ma l’intera cultura della sicurezza in sanità.

CLINICAL RISK MANAGEMENT: SPOSTARE L’ERRORE IN UN CONTESTO PROTETTO

“Il principio ‘Mai la prima volta sul paziente’ non è uno slogan, ma una cornice operativa che cambia il modo di leggere il rischio clinico,” spiega la Dott.ssa Ferrara.

Nella pratica quotidiana, la simulazione consente di spostare l’errore da un contesto reale – dove ha un costo umano e organizzativo – a un contesto protetto, dove diventa informazione e opportunità di apprendimento.

“Iniziando ad utilizzare scenari costruiti a partire da eventi realmente accaduti, come near miss o casi emersi dagli audit clinici, ha rappresentato un valore aggiunto significativo. Portare queste situazioni all’interno della simulazione ha permesso non solo di allenare team e professionisti su scenari ad alto rischio ma a bassa frequenza, ma anche di sperimentare una modalità nuova e condivisa di analisi dell’evento.”

La simulazione è diventata così uno spazio di lavoro comune tra clinici e risk manager aziendali, in cui rileggere i processi, far emergere criticità latenti e comprendere in modo concreto come comunicazione inefficace, ruoli non chiari, leadership instabile e scarsa integrazione tra competenze tecniche e non tecniche possano generare eventi avversi prevedibili.

“In questo modo, il Clinical Risk Management non resta confinato alla dimensione documentale, ma si traduce in esperienza, consapevolezza e cambiamento operativo.”

CULTURA DELLA SICUREZZA E DEBRIEFING: IL MOTORE DELLA NO-BLAME CULTURE

Se la simulazione rappresenta il contesto, il debriefing ne è il vero motore trasformativo.

Il debriefing strutturato ha progressivamente modificato la percezione dell’errore ed è stato acquisito come opportunità di apprendimento collettivo.

“Nel team in cui lavoro, inizialmente questo momento era vissuto con una certa diffidenza, quasi come una valutazione. Con il tempo e la continuità della pratica simulativa, si è trasformato in uno spazio atteso, in cui anche l’errore più critico viene analizzato senza giudizio.”

Questo ha favorito lo sviluppo di una reale no-blame culture, prerequisito essenziale per la sicurezza delle cure.

La letteratura scientifica lo conferma: creare un safe learning environment dove l’errore diventa strumento di apprendimento collettivo – e non motivo di colpevolizzazione – trasforma radicalmente la percezione del rischio all’interno dei team sanitari.

HIGH-FIDELITY SIMULATION: COLMARE IL DIVARIO TRA SAPERE E AGIRE

La simulazione ad alta fedeltà colma il divario tra sapere e agire.
Le linee guida sono fondamentali, ma la loro applicazione avviene sempre in contesti complessi e dinamici. È qui che entra in gioco la High-Fidelity Simulation.

“Il valore aggiunto non è solo tecnologico, ma soprattutto cognitivo,” spiega Ferrara. “Il professionista sperimenta l’impatto reale delle proprie scelte, sviluppando una competenza situazionale difficilmente costruibile con la sola formazione teorica.”

La simulazione ad alta fedeltà consente di allenare:

  • La presa di decisione sotto pressione
  • L’integrazione delle informazioni in tempo reale
  • La gestione delle priorità in situazioni critiche

In altre parole, colma il divario tra sapere (le linee guida) e agire (la pratica al letto del paziente).

INNOVAZIONE IMMERSIVA: IL RUOLO DI REALTÀ VIRTUALE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’integrazione di Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale rappresenta un’evoluzione naturale della simulazione. Le tecnologie immersive permettono di lavorare in modo mirato sul clinical reasoning, offrendo scenari adattivi, ripetibili e personalizzabili.

Rispetto agli scenari standard, l’immersività aumenta il coinvolgimento cognitivo ed emotivo, mentre l’AI consente di modulare la complessità decisionale in base al livello del discente.

Questo approccio potenzia l’allenamento sui processi decisionali complessi, favorendo una maggiore consapevolezza delle scelte cliniche.

TRANSFER OF TRAINING: QUANDO L’AMBIENTE DIVENTA ALLEATO

Un aspetto particolarmente rilevante emerso dalle simulazioni ad alta fedeltà svolte in situ è stato il loro impatto sull’organizzazione, oltre che sulla performance clinica.

“La simulazione ha dato la possibilità ai professionisti di vivere il loro ambiente come un amico e non nemico durante le emergenze.”

Durante alcuni scenari simulati, correttamente gestiti dal punto di vista tecnico e algoritmico, sono emerse criticità legate alla struttura e ai processi: accesso ai presidi, percorsi operativi, tempi di risposta e modalità comunicative.

“Questi elementi, spesso invisibili in contesti formativi tradizionali, sono diventati evidenti proprio perché il team operava nel proprio ambiente reale, misurandosi con i limiti della loro struttura.”

L’analisi condivisa nel debriefing ha permesso di trasformare l’esperienza simulata in azioni correttive concrete, con un impatto positivo sulla sicurezza del sistema e sull’outcome del paziente.
Questo è il vero transfer of training: non solo competenze tecniche che migrano dal simulatore al paziente, ma consapevolezza sistemica che porta a miglioramenti organizzativi misurabili.

IMPATTO ORGANIZZATIVO: LA SIMULAZIONE COME STRUMENTO DI TEAM BUILDING

La simulazione si è dimostrata un potente strumento di team building, non solo per i discenti ma anche per il gruppo dei formatori.

Allenarsi insieme in un contesto protetto consente ai professionisti di conoscersi nei ruoli, nei limiti e nelle risorse. Nel tempo ho osservato come gruppi che lavoravano insieme quotidianamente abbiano iniziato a funzionare realmente come team proprio grazie alla simulazione.”

Anche il percorso di progettazione degli scenari, la definizione condivisa degli obiettivi formativi e la conduzione delle simulazioni rappresentano un’esperienza di gruppo significativa per chi si occupa di formazione.

“Questo processo favorisce allineamento, confronto e crescita reciproca, contribuendo a costruire una visione comune che si riflette positivamente sulla qualità della formazione e, indirettamente, sulla pratica clinica quotidiana.”

I CENTRI DI SIMULAZIONE COME ASSET STRATEGICO PER LA VALUE-BASED HEALTHCARE

In una sanità orientata alla Value-Based Healthcare, i Centri di Simulazione Avanzata rappresentano un asset strategico.

“Investire in simulazione significa agire in modo integrato su qualità, sicurezza ed efficienza,” sottolinea la Dott.ssa Ferrara.

Lavorando tra clinica e formazione, appare evidente come le strutture che investono in simulazione sviluppino una maggiore coerenza tra valori dichiarati e pratiche reali.

La simulazione diventa così un motore di innovazione culturale e organizzativa, fondamentale per garantire servizi di eccellenza e sostenibilità del sistema sanitario.

Non si tratta solo di formare professionisti più competenti, ma di costruire organizzazioni più resilienti, capaci di apprendere dagli errori senza subirne le conseguenze, e di migliorare continuamente i propri processi.

DALLA FILOSOFIA ALL’AZIONE CONCRETA

L’esperienza della Dott.ssa Raffaella Ferrara ci mostra come “Mai la prima volta sul paziente” non sia solo un principio etico, ma una metodologia concreta capace di trasformare il modo di gestire il rischio clinico in sanità.

Dalla no-blame culture al transfer of training, dall’alta fedeltà tecnologica all’innovazione immersiva, la simulazione medica si conferma non solo strumento formativo, ma vero e proprio asset strategico per la sicurezza delle cure e la sostenibilità del sistema sanitario.

La simulazione medica:

  • Sposta l’errore in un contesto protetto
  • Crea una no-blame culture attraverso il debriefing strutturato
  • Colma il gap tra linee guida e pratica clinica
  • Trasforma l’ambiente di lavoro da ostacolo a alleato
  • Costruisce team più coesi e resilienti
  • Rappresenta un asset strategico per la Value-Based Healthcare

INSIDE SIMULATION | SIMULATION INSIGHTS è la nuova rubrica Accurate che dà voce ai professionisti che vivono in prima persona l’efficacia e l’innovazione della simulazione medica.

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A cura di:
Raffaella Ferrara
Ostetrica e Istruttrice Esperta di Simulazione Medica
Responsabile di percorsi di formazione basati sulla simulazione ad alta fedeltà
Professoressa a contratto – Università degli Studi di Milano (UNIMI)
Formatrice di istruttori di simulazione in ambito ostetrico