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All’ingresso campeggia la scritta “Mai la prima volta sul paziente”. È il claim che accoglie i medici ed il personale sanitario che entrano al SimulaHub, il centro di eccellenza per la simulazione medica avanzata di Accurate. Un’area di 1000 mq, allestiti in via Veroni a Parma, che replicano l’organizzazione di un ospedale reale, con tecnologie all’avanguardia e sale training per scenari iperrealistici come se si fosse in reparto, adrenalina compresa!
Il SimulaHub è dotato di cartellonistica, sala d’attesa, sale operatorie di simulazione avanzata e immersive, ma soprattutto di pazienti robot e di tecnologie dotate di intelligenza artificiale e realtà virtuale. Un hub di eccellenza, che ha fatto da modello per altri centri di simulazione allestiti da Accurate in Italia e all’estero, presso ospedali e università.
Ne parliamo con il 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿 𝗔𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗼𝘁𝘁𝗶, anestesista rianimatore dell’ Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena e Referente Scientifico del SimulaHub di Accurate.𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗦𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝗛𝘂𝗯?“È il centro di simulazione medica più all’avanguardia nel panorama nazionale, un punto di riferimento importante per la formazione medica simulata. L’elevato livello tecnologico consente, infatti, training e corsi di formazione avanzata ad alta fedeltà, con debriefing finali… ovvero l’esperienza formativa di più alto livello ed efficacia per i discenti.”𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲𝗹𝘁𝗮̀?“Simulazione ad alta fedeltà in medicina vuol dire: ricostruire una scena il più possibile simile alla realtà lavorativa tutti i giorni. Sia extra-ospedaliera, come l’attività del 118, sia intra-ospedaliera, quindi una sala operatoria, una terapia intensiva o anche una casa di cura. Possiamo ricreare qualsiasi tipo di ambientazione. Ricercare l’ambiente di tutti i giorni significa ricreare quell’esperienza emozionale che sia in grado di restituire il maggior realismo durante la simulazione, eliminando tutti quei bias dovuti al “non” conoscere il proprio setting di lavoro. Per contro, stiamo lavorando molto anche sull’ambiente ostile, tema caldissimo sia in ambito civile che in ambito militare. Soprattutto quest’ultimo scenario si sta rivelando molto utile per i medici ed infermieri che dovranno affrontare situazioni difficili in territori sconvolti da un conflitto, e parlo non solo di sanitari appartenenti alle Forze Armate ma di tutta la parte civile coinvolta in territori di guerra (lesson learned from Ukraina).”𝗗𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮𝗿𝗶 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲𝗹𝘁𝗮̀?“I simulatori sono dei pazienti robotizzati avanzati, talvolta dotati di intelligenza artificiale, che riproducono esattamente un paziente reale. Dal punto di vista fisiologico e funzionale, partendo dal sistema nervoso fino all’apparato cardio respiratorio, coinvolgendo anche tutta la parte addominale, renale, urologica e ginecologica. Quindi sono simulatori che mimano gli apparati e i sistemi del nostro organismo e sono in grado, tramite software sempre più evoluti, di interagire con gli operatori sanitari.”
𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗼𝘁𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝘁𝗼?“Il riscontro è estremamente pratico e didattico: il senso di avere a disposizione un simulatore ad alta fedeltà non è semplicemente quello di provare manovre di base o un esame obiettivo classico, ma è anche quello di affrontare casi che studi solo sui libri, come gli eventi maggiori.Pensiamo per esempio all’aeronautica, il setting che più ci ha insegnato in questo ambito: l’ ammaraggio sull’Hudson è un evento rarissimo, il pilota è riuscito a far ammalare l’aereo senza provocare vittime. È raro che un pilota nella sua vita faccia un ammaraggio di quel tipo, ma sicuramente lo simula tante volte. Allo stesso modo, nella nostra realtà clinica, raramente affrontiamo un evento straordinario, o una maxi-emergenza con un numero elevato di feriti, il crollo di un edificio o una calamità naturale. La simulazione ad alta fedeltà ci permette di ricreare quello scenario, quelle situazioni. Così come possiamo mimare il caso di un paziente che ha una patologia molto complessa o manovre che non rientrano spesso nella nostra routine clinica.”.𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝗿𝗿𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝘁𝘁𝗶𝗺𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝗿𝗲?“Sì, è un ulteriore aspetto fondamentale e sempre più attuale, nel senso che la simulazione ci offre la possibilità di ricreare scenari e condizioni cliniche che abbiamo vissuto per capire se e come potevamo fare meglio, quindi ottimizzare ciò che abbiamo fatto. Imparare dagli errori, in sintesi. Gli errori hanno un senso positivo in simulazione, ci aiutano a lavorare sul problem solving con un unico obiettivo: la soluzione migliore e più sicura per il paziente. E questo ha un valenza di crescita culturale importante. I casi che riportiamo in simulazione durante i corsi sono sempre casi reali di vita vissuta, proprio perché risultano più credibili. Il clinico stesso offre un contributo più efficace se ha vissuto quell’episodio in prima persona. Per ultimo, senza voler entrare nel dettaglio, pensate al ruolo medico-legale ed assicurativo che può avere la simulazione avanzata ad alta fedeltà nel ricotruire scenari e casi cliniic oggetti di contenziosi…”𝗜 𝘀𝗼𝗳𝘁𝘄𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽𝗽𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗯𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶?“L’interazione tra ingegneri e clinici è strettissima e trasversale nelle diverse branche della medicina, dall’anestesia loco regionale alla fecondazione assistita fino a qualsiasi protocollo o procedura che si può riprodurre, non solo con simulazione ad alta fedeltà ma anche attraverso giochi interattivi.”𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲?“Sì, la realtà virtuale consente di riprodurre procedure e ricreare scenari in qualsiasi ambito clinico, anche semplicemente con un software riproposto su computer che offre la possibilità di interagire giocando e, al tempo stesso, di prendere importanti decisioni cliniche.”𝗤𝘂𝗮𝗹 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗶𝗻𝗶𝗻𝗴 𝗵𝗮𝗻𝗱 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲𝗹𝘁𝗮̀?“Il task trainer ci insegna a fare la manovra, il simulatore ci insegna a ragionare sulla manovra stessa e sulle possibili complicanze, nonchè sulla loro risoluzione. In emergenza urgenza, per fare un esempio, non si tratta solo di esercitarsi sull’intubazione o una cricotirotomia. Devo capire se quella cricotirotomia o quella intubazione potevo evitarle, se avevo altri mezzi, se il timing era corretto oppure come risolvere i problemi che derivano da una manovra errata…”.𝗔𝗹 𝗦𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝗛𝘂𝗯 𝗰’𝗲̀ 𝗛𝗔𝗟, 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗼𝗯𝗼𝘁 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲?“La grande caratteristica di un simulatore come Hal S5301 è la tecnologia applicata per renderlo molto simile ad un paziente vero ed il sistema di intelligenza artificiale di cui è dotato. Un software che è in grado di imparare pian piano le cose, quindi di adattarsi alle situazioni. HAL piange, reagisce, ti guarda, alza un braccio, va in arresto cardiaco e tanto altro. È perfetto in qualsiasi contesto clinico, dall’ambulatorio alla Terapia Intensiva. Chiaro che si tratta di un simulatore “delicato”, da utilizzare in contesti tendenzialmente protetti e di alto profilo, non la maxi-emergenza di cui parlavamo prima per intenderci. Per quella ci sono altri simulatori paziente iperrealistici, che possono essere customizzati, dai capelli al genere, dal colore della pelle ai particolari degli arti, in grado di essere utilizzati in situazioni anche molto difficili, in acqua, sulla neve, ricreando traumatismi e qualsiasi tipo di lesione. In generale, i simulatori avanzati sono quelli che riescono a ad essere sempre più simili al paziente reale e che interagiscono con i discenti durante la formazione o che cmq, riescono a restituire un alto grado di realismo.”𝗔𝗹 𝗦𝗶𝗺𝘂𝗹𝗮𝗛𝘂𝗯 𝗰’𝗲̀ 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗮𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́?“Non c’è mai un parto uguale all’altro. E lo dico da anestesista che lavora nel materno-infantile… Le emergenze peri-partum sono proprio uno degli ambiti in cui la simulazione ha preso forse più piede, anche perchè è l’unica specialità che hai il 200% di mortalità ed in cui team multidisciplinari sono continuamente coinvolti: proprio sulla mortalità materna infantile c’è una grande lente di ingrandimento da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, perché è un indice di buona pratica clinica. Basti pensare come la mortalità materna si sia ridotta a livello mondiale di oltre il 35% negli ultimi 20 anni. Con picchi – ahimè in negativo – nei paesi più poveri, rimanendo cmq alta! E se non vogliamo parlare di mortalità, basti pensare alle complicanze peri-partum, anche severe, come l’emorragia.Il merito di questo continuo miglioramento è non solo dei progressi scientifici e culturali, ma anche sicuramente di tanti approcci sistematici, e tra questi rientra la formazione simulata. La sala parto è uno degli ambienti simulati più complessi, soprattutto per le dinamiche di team: anestesisti, ginecologi, ostetrici, infermieri, pediatri, genitori, nascituri etc… Posso tranquillamente dire che la sala parto è lo scenario ideale per la simulazione del team working e l’utilizzo di quelle che noi chiamiamo Crisis Resource Managerment. La utilizziamo spesso, infatti, proprio quando vogliamo stressare bene il team e indurlo a ragionare sul problem solving in emergenza”.